La corporate governance in Acea

GRAFICO N. 7 - ORGANIGRAMMA DI ACEA SPA AL 31.12.2014

GRAFICO N. 7 - ORGANIGRAMMA DI ACEA SPA AL 31.12.2014

Il modello di governance di Acea è conforme alle indicazioni del Codice di Autodisciplina delle società quotate e ottemperante ai principi di trasparenza, equilibrio e separazione tra le attività di indirizzo, gestione e controllo.

Il Consiglio di Amministrazione di Acea SpA definisce gli indirizzi strategici del Gruppo ed ha la responsabilità di governarne la gestione.

Entro la capogruppo sono inoltre istituiti due Comitati (Controllo e Rischi e Nomine e Remunerazione) con funzioni propositive e consultive che interagiscono con il vertice societario. Il Collegio Sindacale svolge attività di vigilanza.

LE TAPPE PRINCIPALI DELLA CORPORATE GOVERNANCE DEL GRUPPO ACEA

1999

  • Approvato il documento di Corporate governance e stabilita l’applicazione graduale del Codice di Autodisciplina delle società quotate 
  • Istituzione e operatività del Comitato per il Controllo Interno e del Comitato per la Remunerazione 
  • Istituzione della Funzione di Investor Relations 

2000-2002

  • Adozione del Regolamento delle Assemblee degli Azionisti 
  • Adozione della Carta dei Valori (2001) e del Codice di comportamento in materia di Internal Dealing (2002) 

2003-2005

  • Approvazione del Codice etico appalti (2003) e del Codice Etico (2004), insediamento del Comitato Etico 
  • Affidamento al Presidente della funzione di controllo e monitoraggio delle performance sociali e ambientali del Gruppo (2003) e istituzione delle Unità Risk control e Presidio customer care (2005) 
  • Adozione del primo Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001 e istituzione dell’Organismo di Vigilanza a partire dalla capogruppo (2004) e, conseguentemente, nelle principali società Acea operative nei servizi idrici, di rete ed energetici 
  • Adozione delle Linee guida per il trattamento dei dati personali, ai sensi del D. Lgs. n. 196/03, a tutela della privacy (2005)
  • Implementazione del “Sistema delle Regole Interne” (politiche di gruppo, processi di governance strategica, procedure di gestione delle partecipazioni azionarie, processi operativi e processi di funzionamento) (2005) 

2006-2008

  • Recepimento della nuova versione del Codice di Autodisciplina delle società quotate (Borsa Italiana) (2006) 
  • Adeguamento dello Statuto sociale alla disciplina introdotta dalla L. 262/05 (2006) 
  • Nuovo Regolamento per la gestione interna e la comunicazione all’esterno di documenti e informazioni societarie e nuova disciplina in materia di Internal Dealing (2006) 
  • Adozione di una Procedura per il processo decisionale delle operazioni con parti correlate (OPC) nel rispetto dei principi di correttezza e trasparenza (2008) 

2009-2011

  • Rivisto il Sistema di Controllo Interno (SCI) e approvate le sue Linee di indirizzo (2010) 
  • Adottati i nuovi regolamenti di composizione e funzionamento dei Comitati (2010) 
  • Approvata una nuova procedura per le operazioni con parti correlate e costituito il Comitato per le Operazioni Parti Correlate (OPC) (2010, con efficacia dal 1°.1.2011) 
  • Adeguato lo Statuto sociale alle discipline normative più recenti (L. 34/08, D. Lgs. n. 27/10) in materia di metodi di scelta ed elezione degli organi societari e partecipazione alle assemblee degli azionisti (2010) 
  • Introdotta la figura del Direttore Generale
  • Perfezionato il 31 marzo 2011 lo scioglimento della joint venture tra Acea SpA e GdF Suez Energia Italia SpA 
  • Completata la composizione del Comitato Etico con la nomina dei due membri esterni. Il Comitato Etico, nella seduta del 21 novembre 2011, ha approvato le Linee di sviluppo di RSI e rendicontazione, con le quali è stata formalizzata la volontà dei Vertici aziendali di allineare la pubblicazione del Bilancio di sostenibilità e del Bilancio d’esercizio 
  • Introdotti o adeguati, anche negli anni precedenti, i Modelli di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001, in numerose società del Gruppo Acea, in risposta a modifiche organizzative e all’ampliamento dei reati contemplati, introdotti con D. Lgs. n. 121/11

2012-2013

  • Approvato il nuovo Codice Etico, che integra in un unico documento i codici valoriali Acea (Carta Valori, Codice Etico e Codice Etico degli Appalti), e la procedura per la gestione delle segnalazioni di violazioni del Codice stesso 
  • Adeguata la procedura Internal Dealing e la procedura per le Operazioni con le Parti Correlate 
  • Aggiornati i Modelli di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001, di tutte le controllate di Acea SpA con riferimento ai reati ambientali e ai reati di utilizzo di manodopera di cittadini di paesi extracomunitari con permessi di soggiorno irregolare, induzione indebita a dare o promettere utilità e corruzione tra privati 
  • Approvata la Norma direzionale di Gruppo per la compliance antitrust 
  • Costituito il Comitato Operativo Rischi in Area Energia, per il presidio e monitoraggio dei rischi legati alla gestione delle commodity 
  • Adeguato lo Statuto sociale di Acea SpA alla normativa introdotta dalla L. 120/2011, in materia di equilibrio tra i generi negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate 
  • Costituiti nuovi Comitati direzionali aziendali 

2014

  • Effettuata, secondo quanto richiesto dal Codice di Autodisciplina per le quotate, la valutazione sulla dimensione, composizione e funzionamento del CdA e dei suoi Comitati interni (c.d. “Board evaluation”), avvalendosi di un consulente esterno indipendente 
  • Rinnovati i Vertici di governo della società, contestualmente riducendo il numero di membri del CdA (da 9 a 7 membri) e incrementandone la componente femminile oltre i termini legali (57% a fronte del 33% richiesto dalla normativa) 
  • Adottata la Carta per la gestione delle diversità e istituito il Comitato Diversity 
  • Rinnovata la composizione del Comitato Etico con la nomina dei membri interni ed esterni

   

La gestione della società è attribuita al Consiglio di Amministrazione (CdA), composto da 5 a 9 membri a seconda di quanto determinato dall’Assemblea dei soci. I membri del CdA sono rieleggibili e durano in carica tre esercizi. Il metodo adottato per la loro elezione è in grado di garantire: il progressivo equilibrio tra i generi, la nomina di un numero adeguato di Amministratori in rappresentanza delle minoranze e del numero previsto di Amministratori indipendenti ai sensi di legge19.

Il Consiglio in carica, nominato dall’Assemblea dei soci nella seduta del 5 giugno 2014, è composto da sette membri (vedi box dedicato, con l’evidenza di eventuali altri incarichi ricoperti dai membri del Consiglio di Amministrazione nei Comitati interni); nel corso dell’anno il Consiglio di Amministrazione si è riunito 16 volte. il Presidente e l’Amministratore Delegato sono i soli Consiglieri esecutivi.

La Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, consultabile online nel sito istituzionale (www.acea.it), fornisce informazioni dettagliate sugli Amministratori di Acea SpA: curricula, qualifiche di indipendenza, presenze alle riunioni del Consiglio e dei Comitati di cui sono membri ed eventuali incarichi ricoperti in altre società. Per quanto riguarda la remunerazione degli Amministratori, vedi il paragrafo Valorizzazione delle risorse umane e comunicazione in capitolo Personale.

COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI ACEA SPA (AL 31.12.2014)
Catia Tomasetti (Presidente)
Alberto irace (Amministratore Delegato)
Elisabetta Maggini (Presidente del Comitato Controllo e Rischi; Presidente del Comitato per le Nomine e la Remunerazione; membro del Comitato Etico e del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate)
Francesco Caltagirone (Membro del Comitato Etico)
Paola Antonia Profeta (Presidente del Comitato Etico; membro del Comitato per le Nomine e la Remunerazione, del Comitato Controllo e Rischi e del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate)
Giovanni Giani (Membro del Comitato Controllo e Rischi e del Comitato per le Nomine e la Remunerazione)
Diane D’Arras (Membro del Comitato Etico)

Nel marzo 2014 l’attuale Amministratore Delegato di Acea SpA, Alberto Irace, già Direttore dell’Area Industriale Idrico del Gruppo, è stato premiato come miglior manager utility 2013, nell’ambito del XIV Workshop Osservatorio M&A, organizzato da Accenture e Agici. Il riconoscimento è legato all’innovazione introdotta in Publiacqua – società idrica del Gruppo attiva nei servizi idrici di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo – con il sistema di WFM (workforce management), che ha consentito di creare un modello gestionale digitalizzato, in grado di efficientare significativamente l’organizzazione delle attività sul territorio.

IL RUOLO E I POTERI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IN ACEA

Tra le competenze assegnate al Consiglio di Amministrazione per legge, Statuto ed in conformità alle raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina, figurano:
  • la definizione dell’indirizzo strategico e generale nonché delle linee di sviluppo della società; il coordinamento economico-finanziario delle attività del Gruppo tramite l’approvazione dei piani strategici, comprensivi dei piani finanziari, degli investimenti e dei budget annuali;
  • la definizione della natura e livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della società;
  • l’approvazione e modifica dei regolamenti interni per quanto attiene la struttura organizzativa generale della società;
  • l’istituzione dei Comitati previsti dal Codice di Autodisciplina e la nomina dei loro membri;
  • l’adozione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. n. 231/01; 
  • la valutazione dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile di Acea e delle controllate aventi rilevanza strategica; 
  • il dialogo con gli azionisti e la promozione di iniziative utili a favorire la loro partecipazione e l’agevole esercizio dei loro diritti; 
  • l’istituzione di presidi a tutela del trattamento dei dati personali o di dati sensibili di terzi, con la redazione annuale di un documento programmatico sulla sicurezza (D. Lgs. 196/03); 
  • l’adozione delle procedure necessarie alla tutela della salute dei lavoratori e la nomina dei soggetti a presidio della sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08).

In base all’art. 147 ter., c. 4, del D. Lgs. 58/98, c.d. Testo Unico della Finanza (TUF), il numero minimo di Amministratori indipendenti deve essere 1 nel caso di un CdA fino a 7 membri, 2 nel caso di CdA superiore a 7 membri. Nel corso del 2014, da parte del CdA è stato verificato il possesso in capo ai Consiglieri delle condizioni richieste per essere qualificati come indipendenti: al 31.12.2014, 3 Consiglieri su 7 risultano essere indipendenti.

FUNZIONI DI PRESIDENTE, AMMINISTRATORE DELEGATO

Al Presidente spetta la rappresentanza legale e istituzionale della Società nonché la firma sociale, oltre al potere di convocare e presiedere il Consiglio e l’Assemblea. Sono a lui delegate: la vigilanza sulle attività del Gruppo e la verifica dell’attuazione delle delibere del Consiglio e delle regole di corporate governance; la verifica delle attività e dei processi aziendali in riferimento agli aspetti della qualità erogata e percepita e di responsabilità sociale d’impresa (corporate social responsibility); la supervisione della segreteria societaria della Capogruppo.

All’Amministratore Delegato è affidata l’ordinaria gestione della società, la firma sociale, la rappresentanza legale e processuale nonché ogni altra competenza delegata nei limiti di legge e di Statuto. Egli opera sulla base di piani pluriennali e budget annuali approvati dal Consiglio e garantisce e verifica il rispetto degli indirizzi sulla gestione, attuando le modifiche organizzative e procedurali delle attività della Capogruppo, coerentemente alle linee guida deliberate dal CdA. L’attuale Amministratore Delegato svolge anche le mansioni del Direttore Generale.

Il Presidente e l’Amministratore Delegato riferiscono almeno trimestralmente al CdA e al Collegio sindacale sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione.

Presidente e Amministratore Delegato possono adottare congiuntamente, se necessario, atti riservati al CdA in materia di appalti, acquisti, partecipazioni a gare, rilascio di fideiussioni e designazione dei membri di CdA e Collegi sindacali delle società controllate e partecipate più significative, quando l’urgenza non ne consenta la convocazione, informandone nella prima riunione utile il Consiglio, che verifica la legittimità di tali operazioni.

L’Assemblea, ordinaria e straordinaria, può essere convocata, oltre che dal Consiglio di Amministrazione, anche su richiesta dei soci che rappresentino, secondo la normativa vigente, almeno il 5% del capitale sociale; inoltre, nel rispetto dei termini previsti dalla normativa, i soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno il 2,5% del capitale sociale possono chiedere l’integrazione delle materie da trattare, proponendo ulteriori argomenti, ovvero presentare proposte di deliberazione su materie già all’ordine del giorno. Sono previste altresì modalità di interazione informatiche, come la notifica elettronica delle deleghe di rappresentanza degli azionisti in Assemblea e la pubblicazione sul sito internet dell’avviso di convocazione. Infine, prima della data di Assemblea, i soci possono porre domande sulle materie all’ordine del giorno facendole pervenire mediante invio a mezzo raccomandata, ovvero mediante posta elettronica. Non esistono azioni con diritto di voto limitato o prive di tale diritto20.

Lo Statuto prevede, fatta eccezione per il socio Roma Capitale, una limitazione al diritto di voto sulle quote eccedenti la misura dell’8% del capitale. Non esistono patti parasociali né poteri speciali di veto o di altra influenza sulle decisioni che non siano risultato esclusivo della partecipazione societaria detenuta.

LE NOVITÀ DEL CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETÀ QUOTATE E LE APPLICAZIONI IN ACEA

Nel luglio del 2014, il Comitato per la Corporate Governance, istituito presso Borsa Italiana SpA, ha introdotto alcune rilevanti modifiche al Codice di Autodisciplina delle Società Quotate. Il nuovo testo rafforza innanzitutto il principio del “comply or explain”, in linea con la Raccomandazione UE 208/2014, che prevede per le Società il rispetto di precisi requisiti esplicativi nella Relazione sul governo societario, nel caso di mancata adesione alle raccomandazioni del Codice. Inoltre, viene incoraggiata la trasparenza sulle buonuscite di Amministratori esecutivi e Direttori generali, coerentemente con quanto previsto nella Comunicazione Consob del 19 giugno 2014. Sul punto, in Acea, dal 2014, non esistono indennità fisse o clausole di salvaguardia per i Dirigenti in caso di risoluzione del rapporto di lavoro (c.d. “parachute”), anche per l’Amministratore Delegato- Direttore Generale - così come per gli altri Amministratori non esecutivi - non sono in vigore accordi che prevedano tali indennità, rimandandosi sul tema esclusivamente agli istituti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento.

Tra gli aggiornamenti del Codice anche la raccomandazione che riguarda la restituzione dei compensi variabili corrisposti ad Amministratori muniti di deleghe o a Dirigenti con responsabilità strategiche sulla base di dati rivelatisi successivamente manifestamente errati (clausola di clawback). In merito a quest’ultimo punto, il Codice ne richiede l’applicazione a partire dall’esercizio 2015: Acea, tra poche altre aziende italiane, ha anticipato l’adozione della clausola di clawback già dal 2014.

Nella capogruppo sono operativi alcuni Comitati aziendali, con funzioni tecnico-consultive (Steering Committee, Management Committee, Business Review, Steering Regolatorio), istituiti al fine di migliorare l’integrazione aziendale e i processi decisionali.

A tali Comitati prendono parte i responsabili delle Aree Industriali e delle Funzioni di Acea SpA ed essi sono presieduti dall’Amministratore Delegato della holding. Nel corso del 2014, i Comitati aziendali si sono riuniti per affrontare tematiche strategiche, economico-finanziarie, gestionali e regolatorie e per verificare gli stati di avanzamento dei progetti in essere. Tra i principali argomenti trattati è da evidenziare il Progetto ACEA2PUNTOZERO, le cui implementazioni innovative coinvolgeranno nel triennio 2014-2016 le principali società del Gruppo.

  • Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Acea (SCIGR), elemento essenziale della struttura di corporate governance, è l’insieme di regole, politiche, procedure e strutture organizzative teso a: identificare gli eventi che possono influenzare positivamente (opportunità) o negativamente (rischi) il perseguimento degli obiettivi definiti dal Consiglio di Amministrazione;
  • favorire l’assunzione di decisioni consapevoli e contribuire a una conduzione dell’impresa coerente con gli obiettivi aziendali;
  • contribuire ad assicurare la salvaguardia del patrimonio aziendale, l’efficienza e l’efficacia dei processi, l’affidabilità dell’informazione finanziaria e il rispetto delle leggi, dei regolamenti, dello Statuto sociale e delle procedure interne.

Tale sistema pervade l’intera struttura aziendale, coinvolgendo, a diverso titolo, i seguenti soggetti:

  • il Consiglio di Amministrazione (CdA), che ha l’obiettivo primario della tutela degli interessi della società e la creazione di valore per gli azionisti in un orizzonte temporale di medio lungo periodo, promuovendo le azioni finalizzate all’attuazione delle previsioni di legge, statutarie, del Codice di Autodisciplina, nonché dei principi contemplati nel Codice Etico del Gruppo. Il CdA definisce, con il supporto del Comitato Controllo e Rischi, le linee di indirizzo dello SCIGR in modo che i principali rischi per Acea SpA e le sue controllate siano identificati, misurati e gestiti. Il CdA ha i poteri di nomina e revoca dei membri dei Comitati e dei soggetti che operano nel sistema: l’Amministratore, incaricato di sovrintendere lo SCIGR, il responsabile della Funzione Audit e il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;

20 Ad eccezione di 416.993 azioni proprie (corrispondenti a circa lo 0,2% del totale delle azioni) per le quali il diritto di voto è sospeso ai sensi dell’art. 2357-ter Codice Civile. Vedi anche la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari.

 

  • il Comitato Controllo e Rischi, che svolge funzioni propositive e consultive nei confronti del Consiglio di Amministrazione con riferimento ai compiti definiti dal Codice di Autodisciplina. Nel 2014 il Comitato si è riunito 9 volte;
  • il Comitato per le Nomine e la Remunerazione, che ha compiti propositivi e consultivi verso il Consiglio di Amministrazione in merito alla determinazione delle remunerazioni degli Amministratori e dei Dirigenti con responsabilità strategiche e in merito alla dimensione e composizione del CdA stesso, con particolare riferimento alle figure professionali, la cui presenza al suo interno è ritenuta opportuna. Nel corso dell’anno il Comitato si è riunito 5 volte;
  • il Collegio Sindacale, che con i poteri e doveri previsti dalla normativa vigente, svolge una funzione generale di vigilanza sulla conformità legislativa, sulla correttezza dell’amministrazione e sull’effettiva attuazione del Codice di Autodisciplina. Nel novero dei Sindaci effettivi eletti dalla minoranza, l’Assemblea elegge il Presidente;
  • l’Amministratore Delegato, coincidente con la figura dell’Amministratore Incaricato dello SCIGR, che dà esecuzione alle linee di indirizzo del Sistema definite dal CdA e cura, anche avvalendosi della Funzione Audit, l’identificazione dei principali rischi aziendali, sottoponendoli periodicamente al CdA; 
  • il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, che ha la responsabilità di istituire e mantenere il Sistema di Controllo Interno sull’Informativa Finanziaria e di rilasciare apposita attestazione, unitamente all’Amministratore Delegato; 
  • l’Organismo di Vigilanza (OdV), che è dotato di pieni e autonomi poteri d’iniziativa e intervento, in ordine al funzionamento e all’efficacia del Modello di organizzazione, gestione e controllo, adottato ai sensi del D. Lgs. n. 231/01, al fine di prevenire il rischio di illeciti, dai quali possa discendere la responsabilità amministrativa della società.
    L’OdV della capogruppo e quelli delle società controllate svolgono attività di monitoraggio sulle operazioni significative a rischio reati ex D. Lgs. n. 231/01, che contemplano anche reati nella sfera dell’ambiente, della sicurezza dei lavoratori e della corruzione, tramite flussi informativi trasmessi dalle strutture aziendali, corredati di indicatori di rischiosità.
    In relazione alle attività a rischio reato, l’OdV dispone un piano annuale di verifiche e può richiedere specifiche attività di controllo in relazione all’informativa periodica o puntuale ricevuta. Le funzioni dell’OdV, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 6 del D. Lgs. n. 231/01, sono svolte dal Collegio Sindacale in un’ottica di razionalizzazione del sistema dei controlli;
  • il Comitato Etico21, che è incaricato di promuovere nel Gruppo la conoscenza del Codice Etico – realizzata tramite un piano di formazione on-line rivolto ai dipendenti (vedi capitolo Personale, paragrafo Valorizzazione delle risorse umane e comunicazione) –, di vigilare sulla sua attuazione e di definire procedure funzionali all’osservanza dei principi in esso enunciati.
    Nel corso dell’anno il Comitato si è riunito 4 volte; 
  • la Funzione Audit, che svolge, nel rispetto degli standard di settore, verifiche indipendenti - continuativamente o in relazione a specifiche necessità - sull’operatività e l’idoneità del Sistema, tramite un Piano di Audit, Risk Based, approvato dal CdA, e monitora l’esecuzione dei piani di azione emessi a seguito delle verifiche svolte. Alla Funzione, che dipende gerarchicamente dal CdA e non gestisce attività operative, sono affidate anche le verifiche sui reati presupposto del D. Lgs. n. 231/01. Nell’ambito delle verifiche, richieste dall’Organismo di Vigilanza, relative all’efficacia dell’attuazione del Modello di organizzazione, gestione e controllo, nel 2014 sono stati effettuati audit sul processo di gestione delle carte di credito aziendali e sul processo di sviluppo delle risorse umane, potenzialmente esposti al rischio del reato di corruzione. La Funzione Audit, inoltre, supporta l’Amministratore Incaricato nell’identificazione dei principali rischi di Acea SpA e delle società controllate e nell’attuazione delle linee di indirizzo dello SCIGR, anche attraverso un collegamento funzionale con le strutture di controllo di secondo livello; 
  • l’Unità Risk Control e controlli interni, nell’ambito della Funzione Audit, che progetta, implementa e gestisce il processo e gli strumenti per la rilevazione e la misurazione dei rischi operativi, diffondendo nel Gruppo maggiore consapevolezza dei fattori che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi aziendali e assistendo il management nell’individuazione di eventuali azioni di miglioramento; 
  • i Dirigenti e i dipendenti tutti che sono responsabili, entro le proprie sfere di competenza, degli interventi necessari ad assicurare un efficace funzionamento del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi.

La gestione dei rischi è quindi un processo trasversale, che prevede responsabilità diffuse e coinvolgimento di tutti i livelli aziendali, per valutare l’esposizione e individuare gli interventi finalizzati ad evitare, mitigare – tramite attività di controllo, procedure o sistemi di gestione – o trasferire – ad esempio con coperture assicurative – i rischi non accettabili.

I presidi di controllo dei rischi vengono sviluppati dai responsabili delle stesse attività operative (primo livello). Successivamente, vengono svolte ulteriori azioni dai responsabili delle Unità organizzative in cui risiede il rischio e da altre strutture aziendali della capogruppo, dirette a verificare che i controlli di primo livello siano adeguati e operativi (secondo livello), rendicontando gli esiti all’Amministratore Incaricato dello SCIGR e alla Funzione Audit.

Infine, la Funzione interviene con controlli indipendenti (terzo livello) su specifici processi e, più in generale, verifica l’adeguatezza e l’operatività del complesso sistema di controllo interno e di gestione rischi.

Nell’ambito dei processi periodici di Control risk self assessment, nel 2014 sono state coinvolte dalle attività di Audit 7 Funzioni della capogruppo e 14 società del Gruppo. Sono stati intervistati 124 responsabili che hanno compilato 1.269 schede di valutazione e descritto le attività e i sistemi di controllo e mitigazione dei rischi gestiti.

21 Secondo le prescrizioni stabilite, i membri del Comitato etico sono 5, di cui 3 amministratori non esecutivi di Acea SpA e 2 componenti esterni. Tutti i membri devono possedere requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza e i membri esterni devono essere esperti di etica aziendale e in materia di lavoro.