Acea: i valori e il contributo alla sostenibilità

Sia l’ambito di attività del Gruppo, nei servizi d’interesse economico generale, sia l’ampiezza dell’arco temporale di operatività, hanno contribuito ad accrescere, in Acea, la consapevolezza del ruolo sociale svolto. Per questa ragione, la sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa sono tendenzialmente insite nell’identità di Acea, e il Gruppo cerca di trasporle nei valori di riferimento, e nei coerenti indirizzi comportamentali, nella dotazione di sistemi di gestione e di engagement delle parti interessate, nell’attento monitoraggio delle performance, in un’ottica di accountability.

TABELLA N. 9 - ALCUNI STRUMENTI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE E LA RESPONSABILITÀ SOCIALE IN ACEA

ALCUNI STRUMENTI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE E LA RESPONSABILITÀ SOCIALE IN ACEA

Acea analizza le iniziative e i segnali che provengono dal contesto istituzionale, nazionale ed internazionale, con riferimento agli aspetti di responsabilità sociale d’impresa e sostenibilità, che indicano gli orientamenti e le linee di sviluppo di tali materie. Nel 2014, ha avuto particolare rilievo la conclusione dell’iter normativo, sino all’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione Europea, della Direttiva sulla rendicontazione delle informazioni socio-ambientali e sulle politiche di valorizzazione delle diversità nella composizione degli organi di amministrazione e controllo (2014/95/ CE). Questa nuova normativa, che disciplina, valorizzandola, la rendicontazione aziendale non finanziaria, pone l’Europa ai livelli più avanzati per il rilievo riconosciuto alle tematiche ESG (environmental, social, governance), ai fini del raggiungimento di una crescita sostenibile.

A testimonianza dell’importanza crescente che la responsabilità sociale d’impresa sta assumendo, sono emerse altre iniziative che sottolineano la trasversalità del tema e il rilievo assunto nel contesto europeo: la consultazione sulla strategia RSI, implementata dalla UE, e sui prossimi impegni; le Direttive Appalti e Concessioni (vedi box dedicati).

LA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUI RISULTATI E SUL RUOLO FUTURO DELLA RSI NELL’UNIONE EUROPEALA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUI RISULTATI E SUL RUOLO FUTURO DELLA RSI NELL’UNIONE EUROPEA

Da aprile ad agosto 2014 la Commissione europea ha svolto una consultazione pubblica per raccogliere i pareri delle parti interessate sui risultati della strategia RSI 2011-2014 e sul ruolo che tale strategia dovrebbe assumere in futuro. In considerazione del contributo della RSI alla competitività del sistema imprenditoriale comunitario e alla creazione di valore condiviso, la sollecitazione lanciata dalla Commissione ha voluto indagare, in particolare, tre ambiti significativi: il ruolo della Commissione e l’identificazione dei soggetti più rilevanti con cui interagire per lo sviluppo del tema; l’efficacia delle iniziative e azioni europee per promuovere e sviluppare la RSI; le sfide future per una politica europea sulla RSI, inclusi il ruolo della Commissione e il livello d’importanza del tema per il futuro dell’economia dell’UE.
Sulla base dei riscontri emersi dalla consultazione, la Commissione definirà i lavori preparatori della riunione plenaria del Forum multistakeholder sulla RSI, per delineare il futuro orientamento della politica comunitaria in materia.

LE NUOVE DIRETTIVE APPALTI E CONCESSIONI LE NUOVE DIRETTIVE APPALTI E CONCESSIONI

Gli appalti pubblici generano circa il 18% del PIL europeo. Nel marzo 2014, l’UE ha emanato le nuove direttive su Appalti Pubblici e Concessioni, assumendo una prospettiva non solo economica ma anche sociale.
Nel testo di riforma della disciplina degli affidamenti pubblici è sottolineato, infatti, il ruolo che questi assumono nel perseguimento delle politiche comunitarie inerenti lo sviluppo sostenibile, la tutela ambientale, la coesione sociale e la promozione dell’economia a vantaggio della più ampia platea di operatori di mercato, garantendo il rispetto dei massimi standard di tutela dei lavoratori.
È espressamente dichiarato il ruolo strategico degli appalti per stimolare l’innovazione e l’efficienza nell’allocazione delle risorse economiche pubbliche e per affrontare le principali sfide a valenza sociale, promuovendo così una crescita economica sostenibile.
Alla luce di ciò, l’articolato della norma propone aspetti sociali e ambientali nelle fasi di ammissione, valutazione e aggiudicazione della gara, nonché in fase di esecuzione.
Come previsto, entro il 2016, i singoli Stati Membri dovranno recepire nel diritto interno la norma sovranazionale, traducendo in maniera conforme ai principi europei le novità suddette e contribuendo, in tal modo, alla diffusione dei criteri ESG e delle logiche di responsabilità sociale in tutti gli ambiti dell’organizzazione civile.