La gestione ambientale

Il Gruppo Acea ha messo in atto, ormai da molti anni, un processo di sistematizzazione degli approcci di gestione, incluso l’avvio di un percorso di monitoraggio e rendicontazione delle performance ambientali. Il primo ecobilancio realizzato in Acea risale al 1994 e il primo Rapporto Ambientale, redatto secondo linee guida accreditate a livello internazionale (le Linee Guida della Fondazione ENI Enrico Mattei), al 1999.

Con gli anni i sistemi di monitoraggio e rendicontazione hanno subito una progressiva evoluzione che ha portato ad una naturale sistematizzazione della gestione ambientale con l’implementazione di Sistemi certificati ISO 14001, in alcuni casi evoluti verso la registrazione EMAS (ECo-Management and Audit Scheme).

La pubblicazione della Politica della Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia e l’istituzione, nel 2014, dell’Unita Sicurezza sul Lavoro e Ambiente, entro la Funzione Sicurezza e Tutela della holding, hanno costituito le premesse per l’implementazione nella capogruppo Acea SpA di un sistema di gestione “integrato” Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia (certificato a dicembre 2014). Il Sistema si pone come perno di un modello organizzativo e gestionale che, in sinergia con l’Unita Normativa Ambientale della Funzione Affari Legali e Societari della capogruppo, ha il compito di garantire la compliance ambientale e di fornire linee di indirizzo generali per le societa del Gruppo affinche il loro approccio alla tutela ambientale sia conforme ai principi espressi nel Codice Etico.

 

LA TUTELA DELL’AMBIENTE NEL CODICE ETICO DEL GRUPPO

Il Codice Etico dedica l’articolo 20 alla Tutela dell’ambiente: «Acea è attenta alle problematiche ambientali ed è consapevole del ruolo strategico dell’ambiente quale strumento di valorizzazione aziendale. In questo senso, considera parte integrante della mansione di ciascun collaboratore l’assunzione di un comportamento responsabile e scrupoloso in materia di tutela ambientale, salute e sicurezza. Acea si impegna nell’adozione di strategie volte al miglioramento continuo dei risultati nel campo della protezione dell’ambiente, concentrando gli sforzi sulla prevenzione dell’inquinamento e la minimizzazione dei rischi e degli impatti ambientali, e operando in linea con i seguenti principi:

  • gestire in modo sostenibile le risorse naturali e l’energia, valorizzandone il corretto impiego e incrementando il ricorso alle fonti rinnovabili, prestando particolare attenzione alla riduzione degli sprechi e all’uso razionale delle risorse anche da parte del consumatore; 
  • progettare e implementare i processi produttivi e le attività aziendali con criteri atti a prevenire l’inquinamento e possibili eventi accidentali, ridurre gli impatti ambientali, salvaguardare la salute e la sicurezza dei dipendenti e della popolazione, adottando a tal fine le migliori tecniche disponibili sul mercato e verificandone l’affidabilità nella conduzione e manutenzione degli impianti; 
  • definire specifici obiettivi ambientali e programmi di miglioramento volti alla minimizzazione degli impatti ambientali significativi; 
  • utilizzare adeguati strumenti di controllo e sistemi di monitoraggio sui principali aspetti ambientali generati dalle proprie attività e sui programmi di miglioramento adottati; 
  • adottare sistemi di gestione ambientale e di qualità certificati; 
  • promuovere attività di sensibilizzazione e formazione ambientale al proprio interno, perseguendo la crescita e la diffusione della consapevolezza ecologica e del senso di responsabilità; 
  • redigere annualmente il Bilancio di Sostenibilità, inteso anche come fondamentale strumento d’informazione e comunicazione, qualitativa e quantitativa, delle azioni intraprese e programmate da Acea per la tutela degli ecosistemi e per la minimizzazione dei rischi ambientali; 
  • adottare uno spirito di collaborazione con le Istituzioni, la Pubblica Amministrazione ed eventualmente con Associazioni in iniziative riguardanti la tutela e la valorizzazione dell’ambiente».

 

La forte spinta verso la sistematizzazione della gestione ambientale ha prodotto il lusinghiero risultato che, oggi, la maggior parte degli impianti e dei processi produttivi in carico al Gruppo risultano gestiti in conformità alla norma UNI EN ISO 14001:2004, ed in alcuni casi sono registrati EMAS (vedi L’Identità aziendale, paragrafo I sistemi di gestione, per tutte le certificazioni delle societa del Gruppo attive nel 2014 o in via di implementazione). Il principio del miglioramento continuo, pertanto, e un punto di forza gestionale, grazie al quale viene favorita una dinamica di efficace tutela dell’ambiente con conseguente riduzione dei rischi e contenimento dei costi. Il processo di pianificazione, formalmente previsto dai Sistemi ISO 14001, fissa, periodicamente, nuovi traguardi di efficienza nella gestione ambientale. Il controllo degli indicatori di performance, anch’esso previsto dal Sistema, consente poi di valutare la correttezza della direzione intrapresa o di individuare precocemente i segnali di anomalie, che possono essere tempestivamente corrette.

Sebbene l’impegno delle societa operative per mantenere efficiente il sistema di gestione delle tematiche ambientali sia molto alto, possono verificarsi situazioni, spesso provocate da circostanze contingenti, che generano non conformita passibili di contestazione da parte gli Organi di controllo competenti. Nel corso del 2014 si sono registrate complessivamente circa 700 dispute ambientali (inclusi verbali e multe), che hanno determinato il pagamento di 50 multe per un controvalore economico di circa 112.500 euro (73.139 euro in capo ad Acea Ato 2, e 34.000 euro in capo a Publiacqua).

LA GESTIONE E IL CONTROLLO DI ATTIVITÀ CON IMPATTI AMBIENTALI

Acea monitora le attivita e i processi che hanno potenziale capacita di generare impatti ambientali. Particolare attenzione viene prestata alla gestione delle problematiche che si accompagnano alla fisiologica presenza, negli impianti produttivi, di materiali intrinsecamente pericolosi come:

  • l’amianto, utilizzato come materiale da costruzione fino agli anni ’70 ed oggi bandito nell’uso e sottoposto a rigida regolamentazione dove presente;
  • l’esafluoruro di zolfo, presente come fluido isolante negli impianti elettrici in Alta Tensione;
  • l’olio dielettrico, utilizzato come fluido isolante e di raffreddamento nei trasformatori di potenza.

Nel merito: Acea, ai sensi del DM 6/9/1994, ha nominato il Responsabile Amianto, al quale e stato affidato il compito di controllare e coordinare le attivita di manutenzione su manufatti e impianti censiti come a rischio amianto. Prima di qualunque intervento su queste strutture, il Responsabile provvede a svolgere i sopralluoghi, a prescrivere le analisi chimiche per i necessari accertamenti quantitativi e a dare istruzioni sulle modalita in cui i lavori devono essere condotti, in coerenza con i risultati delle valutazioni preliminari. In tal modo viene garantito un elevato livello di sicurezza e una progressiva azione di bonifica che si attiva quando l’effettiva presenza del minerale viene confermata dai controlli.

La gestione del gas esafluoruro di zolfo avviene con la massima attenzione per evitare perdite o rilasci incontrollati in atmosfera. L’uso di sensoristica dedicata e l’attento monitoraggio delle operazioni di manutenzione, soprattutto quando comportano lo svuotamento degli impianti, consente di mantenere sotto controllo il potenziale impatto ambientale, rappresentato dal forte effetto serra che il gas manifesta in atmosfera.

Per quanto riguarda la rete di distribuzione dell’energia elettrica di Roma e Formello, gestita in forza di una concessione governativa, l’attenzione e massima nei confronti dei trasformatori di potenza, componenti essenziali al funzionamento dell’intero sistema. E noto come l’olio minerale, utilizzato da sempre per isolare e raffreddare le sue componenti attive, presenti caratteristiche tecnologiche vantaggiose ma anche alcune criticita ambientali legate alla sua natura chimica di derivato del petrolio. Per questo motivo, Acea ha avviato la sperimentazione di un nuovo liquido isolante di origine vegetale, che presenta caratteristiche tecnologiche del tutto analoghe all’olio minerale, con il vantaggio di una pressoché totale biodegradabilità. La sperimentazione, iniziata alla fine del 2014, riguarda 6 trasformatori MT/BT con potenza fino a 630 kVA riempiti con il nuovo olio vegetale, che saranno messi in esercizio nel corso del 2015 e tenuti sotto monitoraggio per verificare le possibilita di estenderne l’applicazione (vedi anche il capitolo La ricerca).