Incenerimento dei rifiuti e recupero energetico

L’Unione Europea, al fine di disaccoppiare le dinamiche di crescita e sviluppo degli Stati membri dalla produzione di rifiuti, si e dotata di un quadro giuridico ambizioso volto a ridurre le quantita in gioco sin dalla fase di progettazione dei prodotti, ad esempio attraverso una maggiore attenzione all’eco-design dei beni di largo consumo e al contenimento del packaging. In subordine, viene considerato valido il recupero energetico di rifiuti, mentre la messa a dimora nelle discariche viene considerata un’opzione residuale da preferire solo quando e impossibile o diseconomico trovare soluzioni alternative.

La Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, e il provvedimento cardine in questo settore. Tra le operazioni di recupero e compreso il processo di incenerimento con produzione di energia elettrica, ovvero la termovalorizzazione98 che, oltre a comportare vantaggi di tipo energetico– economico (il recupero energetico, appunto), rappresenta un processo che consente di ottenere la notevole riduzione volumetrica e la stabilizzazione biologica dei rifiuti.

 

DAL RAPPORTO ISPRA 209/2014 SUL RECUPERO ENERGETICO DA RIFIUTI URBANI IN ITALIA

«Un’analisi attenta dei più recenti dati EUROSTAT sulle modalità di smaltimento dei rifiuti adottate in Europa consente di constatare come, nell’ambito di un equilibrato mix di forme di trattamento, l’incenerimento con recupero energetico dei rifiuti non si pone affatto in contrapposizione con il riciclaggio. Lo dimostrano le elevate percentuali di riciclaggio registrate nei Paesi che fanno maggiore ricorso all’incenerimento. È il caso, per esempio, della Germania, dove a fronte di una percentuale di rifiuti inceneriti del 35%, i rifiuti avviati al riciclaggio si attestano al 65%, o dei Paesi Bassi, dove a una percentuale di incenerimento del 49% si accompagna una percentuale di riciclaggio pari al 50%. In Italia i rifiuti avviati ad incenerimento rappresentano poco più del 15% a fronte di un 45% avviato a discarica, 25% riciclato e 15% compostato».

98 Titolo IV del D. Lgs. n. 152/2006: operazioni di recupero “R1”.

In Acea, la societa A.R.I.A cura il processo di termovalorizzazione tramite due impianti, uno sito a San Vittore del Lazio e l’altro a Terni.

Entrambi gli impianti dispongono di un sistema di gestione ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001:2004 e sono registrati EMAS. Le problematiche della sicurezza sono gestite tramite un sistema di gestione conforme alla norma OHSAS 18001:2007.

L’impianto di San Vittore del Lazio (FR) e costituito da tre linee indipendenti di termovalorizzazione progettate per essere alimentate con combustibile derivato da rifiuti (CDR), oggi denominato Combustibile Solido Secondario (CSS) pur trattandosi della stessa tipologia di prodotto.

Dal punto di vista della potenza di generazione elettrica, ciascuna linea vale 12 MWe, per un totale di circa 36 MWe a regime. Tuttavia una delle tre linee di produzione, la 1, e attualmente in fase di revamping, che sara completata entro il 2016, pertanto, la potenza elettrica effettiva disponibile e circa 24 MW, con la quale nel 2014 e stata prodotta energia elettrica per 205 GWh. Come inceneritore di rifiuti, la capacita di trattamento dell’impianto, nel 2014, è stata di 224.336 t, e a regime sara di 320.000 t/anno.

Per le tecnologie particolarmente avanzate, utilizzate per la sua costruzione, e per le considerevoli potenzialita di trattamento di cui dispone, l’impianto di San Vittore svolge un ruolo di rilievo nella gestione dei rifiuti urbani della Regione Lazio.

TABELLA N. 76– IL TERMOVALORIZZATORE DI SAN VITTORE DEL LAZIO: DATI DI FUNZIONAMENTO (2012-2014)

 u. m.201220132014
combustibile termovalorizzato t 218.256 224.220 224.336
energia elettrica lorda prodotta GWh 218,24 202,23 205,09
rendimento di conversione (*) kWh/kg CSS 1,00 0,90 0,91

(*) Rapporto tra energia elettrica lorda prodotta e quantità di CSS termovalorizzato.

 

L’impianto di Terni, recentemente sottoposto a un radicale intervento di revamping, è costituito da un’unica linea di termovalorizzazione di potenza pari a circa 12 MWe e utilizza come combustibile pulper di cartiera, scarti derivanti dalla lavorazione della cellulosa per la produzione di carta.

TABELLA N. 77 – IL TERMOVALORIZZATORE DI TERNI: DATI DI FUNZIONAMENTO (2013-2014)

U. M.20132014
pulper termovalorizzato t 69.417 99.397
energia prodotta lorda GWh 57.856 81.950
rendimento elettrico (*) kWh/kg 0,83 0,82

(*) Rapporto l’energia elettrica lorda prodotta (GWh) e quantità di pulper termovalorizzato (t).